CHIAMACI

039 661 2112

21

mar

2020

Aggiornamento Emergenza Covid-19 n.8

Cari amici purtroppo la situazione ancora non migliora ma cerchiamo di tenere duro e continuiamo a fare del nostro meglio per portare assistenza a chi ci chiede aiuto! Abbiamo richiesto il primo prelievo a GoFundMe e tra poco sarà disponibile sul nostro conto corrente l’intera somma: ringrazio di cuore tutte le persone che continuano a sostenerci e che ci sosterranno, la campagna continua, abbiamo ancora, tanto, bisogno di voi. Stiamo continuando ad utilizzare il materiale sanitario acquistato la scorsa settimana e lo condividiamo con chi ne ha bisogno tra gli operatori sanitari e di pubblica sicurezza.

Qui di seguito vi riporto la testimonianza di un nostro soccorritore volontario di turno nella sede di Vimercate (le nostre ambulanze partono anche dalla nostra sede di Agrate Brianza) la notte del 18 scorso.

Un grande abbraccio a tutti!

Il Presidente Avps
Elio Brambati

 

Il mio terzo turno di notte in periodo di Covid-19 è stato fortunatamente meno intenso rispetto all'attività che si svolge durante il giorno, come se la notte portasse un minimo di "tranquillità" in questo incredibile momento che noi Soccorritori e tutto il personale medico e ospedaliero ricorderemo per sempre. Ogni turno porta con sè nuove procedure da adottare, la situazione è in costante evoluzione. In sede si deve tenere sempre la mascherina.

Iniziamo alle 22.00 dando il cambio in Pronto Soccorso ai colleghi dipendenti che smontano da un lungo pomeriggio con cinque sospetti casi Covid-19. Sono evidentemente provati. Cercate di riposare perché domani si ricomincia. L'equipaggio dell'ambulanza è da alcuni giorni ridotto a 3 componenti: autista, capo equipaggio e un milite. Cerchiamo di ottimizzare le risorse. Rimaniamo fuori dal Pronto Soccorso fino alle 24.00 quando ci restituiscono il lettino. Purtroppo i posti letto non sono tantissimi. Iniziamo a disinfettare bene il lettino, ma anche il disinfettante non va sprecato e facciamo in modo di utilizzarlo efficacemente e con parsimonia.

In due ore arrivano circa 10 ambulanze da diverse città. Portano diversi pazienti sospetti Covid e altri pazienti non Covid. Sembra strano in questo momento, ma ci sono ancora persone con altre patologie che continuano ad aver bisogno di assistenza. Iniziamo di fatto il turno a mezzanotte circa e appena dato il libero ci attivano. Fortunatamente una signora con crisi di panico. Quasi un sollievo non sentire l’ennesima chiamata per difficoltà respiratoria. Le persone ci accolgono con gentilezza. Molti capiscono il momento e ci chiedono come stiamo. La signora dopo un lungo confronto con il capo equipaggio rifiuta il ricovero, si tranquillizza e decide di restare a casa. Meglio in questo momento, pensiamo, se non si hanno urgenze vere.

La notte passa. Decidiamo di non dormire. Siamo stanchi, ma abbiamo voglia di confrontarci. Alle 2.20 nuova attivazione che viene subito interrotta. 4.45 nuova attivazione. Non sembra un paziente Covid. Il nuovo protocollo comunque è chiaro. Sale in casa solo il capo equipaggio per verificare la situazione. Il signore purtroppo ha la febbre e difficoltà respiratoria e questo basta perché il paziente diventi un sospetto Covid. Si torna in ambulanza e aiutiamo il CE a vestirsi con i dispositivi di sicurezza.  Il tempo per chi aspetta è sempre infinito. Rassicuriamo la moglie, che è sul balcone, e la informiamo che in pochi minuti risaliamo per dare supporto. Sale solo il capo equipaggio con tutti i presidi di sicurezza. Dopo aver preso parametri e comunicato con la centrale del 118, aiuta il signore a salire in ambulanza per portarlo in ospedale. In questo momento per garantire la massima sicurezza per tutti, io (autista) ed il milite stiamo davanti riducendo i contatti con il vano sanitario dell’ambulanza. Il trasporto è rapido (non c’è nessuno) e regolare in ospedale. Guardo nello specchietto retrovisore ed il pensiero va a mio padre. Quanto gli somiglia questo signore: 80 anni, distinto anche nel momento del bisogno.

Il CE lo accompagna al triage. Viene preso in consegna dall’infermiere. Usciamo dal Pronto Soccorso e iniziamo la sanificazione del mezzo. Riempiamo il nostro solito sacco con tutto quello che abbiamo utilizzato per proteggerci e per pulire l'ambulanza e mentre lo consegno nella zona adibita al materiale infetto, incrocio lo sguardo del signore che siede nel corridoio, solo. Vorrei entrare per salutarlo come facciamo sempre. Ma non si può più entrare. Accenno ad un saluto da lontano. Ricambia e mi sorride.

Un Volontario AVPS
Alexander

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